Protezione e assistenza alle vittime

I programmi di assistenza nei paesi di destinazione

Le vittime della tratta degli esseri umani sono state asservite, gravemente sfruttate attraverso il lavoro o la prostituzione e maltrattate. Sono in situazione irregolare, senza copertura sociale, senza casa, senza lavoro, senza amicizie e sono di conseguenza estremamente vulnerabili.

Necessitano di un’assistenza specifica garantita da operatori preparati e formati. ‘E inoltre necessario impiegare mediatori culturali e lavorare in rete con ONG, organismi privati, enti locali e comunità d’origine. Le misure di assistenza e di protezione delle vittime della tratta dovrebbero essere finanziate dagli Stati.

In linea generale l’assistenza alle vittime si articola in diverse fasi.

I primi contatti con le vittime permettono di costruire una relazione di fiducia e di spiegare loro i diritti e i doveri inerenti all’accompagnamento sociale.

Le vittime dovrebbero essere accolte in strutture residenziali protette, famiglie o case-rifugio.

Le vittime hanno poi bisogno di un’assistenza, psicologica, medica, sociale, legale e amministrativa.

Il sostegno psicologico incoraggia le vittime a sormontare i traumatismi subiti e a riconquistare la fiducia in se stesse.

Nel percorso verso l’autonomia, le vittime sono accompagnate dalle assistenti sociali che le mettono in relazione con diverse istituzioni e organismi che facilitano la loro inserzione attraverso corsi di alfabetizzazione, formazioni professionali e ricerca di una casa.

Parallelamente, le vittime sono assistite per espletare le pratiche amministrative, in particolare per ottenere un permesso di soggiorno e per le procedure giudiziarie se decidono di denunciare i loro sfruttatori.

Esistono diversi modelli di assistenza e di protezione delle vittime della tratta di esseri umani. Ogni programma ha caratteristiche peculiari a seconda del Paese in cui è realizzato, della struttura responsabile e ovviamente delle vittime assistite.

Qui di seguito sono presentati alcuni esempi di buone prassi in materia di assistenza alle vittime. Certi programmi insistono sul sostegno psicologico, altri sull’autonomizzazione attraverso il lavoro, altri ancora sono finanziati dagli Stati…

 

Prospettive non assistenziali attraverso l’inserimento nel mondo del lavoro

Nell’ambito dell’applicazione dell’art. 18 del Testo Unico sull’immigrazione, nel 2000, il Governo italiano ha stanziato 16 miliardi di lire (8 milioni di euro circa) per finanziare 49 progetti di assistenza alle vittime della tratta.

I progetti sono stati presentati da associazioni accreditate presso la Presidenza del Consiglio, dipartimento Pari Opportunità, da enti locali e dai servizi sociali.

L'Ufficio Pastorale Migranti — Torino, grazie a tali finanziamenti, ha sviluppato un progetto di assistenza che ha permesso di sperimentare diverse forme di inserimento lavorativo positivo delle vittime della tratta.

Tale progetto è stato realizzato anche attraverso

  • la collaborazione con altri enti locali (associazioni e enti pubblici e privati),

  • la formazione degli operatori sociali,

  • il ricorso a mediatori culturali e a psicologi,

  • l’accompagnamento legale e sociale delle vittime durante tutto il percorso di autonomia.

Nel 2000, 800 donne si sono presentate allo sportello di accoglienza dell' Ufficio Pastorale Migranti . 531 sono vittime della tratta. Di queste, 302 sono di origine nigeriana.

Le giovani donne sono accolte da un’operatrice sociale, da due mediatrici culturali e da un psicologa.

Le vittime che desiderano essere aiutate entrano in un programma di recupero sociale e possono scegliere se denunciare o meno i loro sfruttatori.

Il percorso sociale si articola in diverse fasi.

In collaborazione con l’Associazione di Studi Giuridici sull’Immigrazione, vengono avviate le pratiche per ottenere un permesso di soggiorno (articolo 18 del Testo Unico sull’immigrazione).

Le giovani donne sono accolte in luoghi protetti : famiglie di accoglienza o case rifugio. Sono messe in contatto con famiglie della stessa provenienza, le quali rappresentano un modello positivo e incoraggiano le vittime ad uscire dalla situazione in cui si trovano.

Sono inserite in corsi di lingua italiana e sono avviate al lavoro in vari modi.

  • In partenariato con alcuni centri formativi, le giovani donne sono inserite in corsi di formazione professionale, nei settori della ristorazione e dell’assemblaggio meccanico o elettronico.

  • La maggior parte delle donne sono state inserite professionalmente attraverso le borse-lavoro, in collaborazione con l’Ufficio diocesano della Pastorale del Lavoro. Si tratta di uno stage di una durata che va dai tre ai sei mesi, realizzato presso fabbriche locali e in particolare presso la cooperativa " Oltre " di Rivoli (cablaggio industriale).

Le giovani donne sono pagate dall’Ufficio per la Pastorale del Lavoro e imparano non solo a svolgere un nuovo lavoro ma anche a rispettare degli orari, a vivere a contatto con i colleghi, a rendersi sul posto di lavoro con i mezzi pubblici…

38 donne hanno beneficiato della borsa lavoro e 33 sono state assunte alla fine dello stage.

4 giovani donne laureate sono state inserite in borsa lavoro presso l’Università degli Studi di Torino per svolgere funzioni di segreteria e di sportello.

Un tutor e una psicologa seguono regolarmente le donne nella loro esperienza di inserimento professionale.

  • In collaborazione con l’associazione " Un progetto al femminile ", alcune donne sono state formate per il lavoro domestico e l’assistenza agli anziani.

Nel percorso di autonomia delle giovani vittime della tratta, un grave problema è rappresentato dalla difficoltà a trovare una casa dove abitare dopo il soggiorno presso le strutture di accoglienza. Il mercato immobiliare resta relativamente chiuso agli stranieri.

 

Proposte innovatrici nell’assistenza psicologica

In Italia, Differenza Donna accoglie e assiste le vittime della tratta di esseri umani nei suoi tre centri anti-violenza finanziati dalla Provincia e dal Comune di Roma.

Inizialmente, le operatrici dell’associazione organizzano degli incontri con le vittime per conoscere la loro storia. In questo modo possono analizzare i traumatismi subiti ed elaborare dei programmi individuali di assistenza.

Viene assicurato un accompagnamento sociale, psicologico, medico, amministrativo e legale.

Differenza Donna assiste le vittime in tutte le fasi delle procedura giudiziaria e introduce le richieste di permesso di soggiorno sulla base dell’articolo 18 del Testo Unico sull’immigrazione.

In cooperazione con i servizi pubblici sanitari, assicura l’assistenza medica. Inoltre, in cooperazione con il centro " Retravailler " di Roma, Differenza Donna aiuta le vittime a ritrovare un lavoro dignitoso.

Una delle specificità della metodologia assistenziale di Differenza Donna è rappresentata dal fatto che nei tre centri d’accoglienza le vittime della tratta condividono le loro esperienze con altre donne che hanno subito altri tipi di violenza, per esempio violenza coniugale o stupro… Il contatto con queste donne permette loro di inserire le loro esperienze negative in un contesto più vasto.

Differenza Donna ha avviato dei progetti sperimentali nel sostegno psicologico delle vittime.

Si tratta in particolare di incontri di " self help ". Nel corso di queste riunioni, le vittime della tratta discutono delle loro esperienze e si auto-aiutano a far emergere e ad analizzare le conseguenze delle violenze subite.

Un’altra attività è rappresentata da un questionario sulle " percezioni corporee " a cui le giovani donne sono invitate a rispondere.

Le vittime soffrono di una dissociazione tra la mente e il corpo : si tratta di un meccanismo estremo di auto-difesa nelle situazioni di violenza. In base alle risposte date si può analizzare questa scissione e proporre delle risposte adeguate.

Le operatrici dei centri propongono anche un programma di bioenergetica. L’obiettivo del corso è di imparare a riconoscere e a gestire le tensioni emotive. Durante gli incontri, le giovani donne si esprimono attraverso la voce e i movimenti del corpo. Poiché le espressioni corporee corrispondono alle espressioni di se stessi, le vittime ritrovano una nuova coscienza di se stesse.

Differenza Donna ha assistito circa 80 giovani donne, per la maggior parte sfruttate attraverso la prostituzione, e in qualche caso attraverso il lavoro (schiavitù domestica in particolare).

 

Le unità di strada e i " Drop in centers " :
prima tappa nell’assistenza delle giovani donne sfruttate nella prostituzione

L’Associazione On the Road assiste e protegge le donne e i minori sfruttati nella prostituzione.

Una caratteristica della sua metodologia di intervento è rappresentata dal lavoro di strada.

Gli operatori sociali, accompagnati da mediatori culturali, incontrano le giovani donne direttamente sulle strade dove queste ultime sono obbligate a prostituirsi. Le vittime così avvicinate non si sentono giudicate e accettano più volentieri di parlare e di confidarsi.

Le unità di strada distribuiscono alle vittime del materiale informativo scritto in più lingue e rispondono alle loro domande e bisogni. Sensibilizzano inoltre i servizi sanitari e sociali degli enti pubblici su questa problematica.

Ulteriori filtri per accedere all’assistenza sociale strutturata sono i Drop in centers ". Si tratta di luoghi di incontro e di ascolto dove le giovani donne possono parlare con le assistenti sociali o i mediatori culturali, ricevere cure mediche, beneficiare di consulenze giuridiche o sociali e informarsi sulle possibilità di lasciare l’ambiente della prostituzione e dello sfruttamento.

Le vittime che accettano di uscire dalla prostituzione sono inserite in programmi di recupero finanziati in base alle disposizioni di applicazione dell’articolo 18 del Testo Unico sull’immigrazione.

Le vittime sono quindi accolte in centri di prima e seconda accoglienza e successivamente in appartamenti autonomi. Vengono loro garantite visite mediche e psicologiche. Inoltre l’associazione On the Road si occupa dell’accompagnamento legale e amministrativo.

Per quel che riguarda l’assistenza sociale, sono proposti dei corsi di lingua italiana e degli stage professionali. Questi stage permettono alle vittime di imparare un mestiere. On the Road prende a carico i costi degli stage e l’azienda si impegna a favorire l’assunzione alla fine del corso.

 

L’assistenza alle vittime della schiavitù domestica

In Francia, il Comité Contre l’Esclavage Moderne (CCEM) è l’unica associazione impegnata nell’assistenza e protezione delle vittime della schiavitù domestica. Dalla sua creazione, il CCEM ha aiutato più di 250 vittime.

I primi contatti con una vittima sono estremamente importanti. Una serie di incontri permette di conoscere la sua storia. Se, dopo verifica dei fatti, la persona risulta effettivamente essere stata vittima di schiavitù domestica, viene inserita in un programma di assistenza. I diritti e i doveri inerenti a questa assistenza sono enunciati in una " Carta dei diritti e doveri " che impegna rispettivamente la vittima e l’associazione.

Le vittime sono per la maggior parte giovani donne provenienti dall’Africa occidentale e da Madagascar. Sono in situazione irregolare, spesso senza alcun documento di identità. Un eventuale ritorno nel paese d’origine non è quasi mai prospettabile. Di conseguenza, il CCEM avvia dei programmi di accompagnamento personalizzati in vista di un inserimento duraturo in Francia.

Per realizzare tali programmi, il CCEM ha organizzato un servizio sociale polivalente.

Le vittime sono inizialmente alloggiate nell’appartamento di prima accoglienza. In seguito vengono trasferite presso famiglie volontarie o in strutture residenziali pubbliche o private.

Viene loro assicurata un’assistenza legale nei vari momenti della procedura giudiziaria e un’assistenza amministrativa per ottenere un permesso di soggiorno. Parallelamente, le vittime sono accompagnate durante tutto il percorso verso l’autonomia.

In cooperazione con i servizi pubblici sanitari, il CCEM fornisce loro un’assistenza psicologica e sanitaria.

Il servizio sociale collabora con centri di formazione dove le vittime possono seguire dei corsi di alfabetizzazione, di lingua francese e in un secondo tempo delle formazioni professionali. Partecipando a questi corsi, le vittime non solo proseguono i loro studi e imparano un mestiere, ma incontrano anche altre persone con esperienze e problemi diversi dai loro.

Le assistenti sociali, inoltre, incoraggiano quelle vittime che da sempre svolgono lavori domestici o di baby-sitting a segurie delle formazioni in questo campo per professionalizzare le loro competenze.

Gli operatori sociali accompagnano le giovani donne per tutta la durata delle formazioni e in seguito per la ricerca di un posto di lavoro e di una casa.

Le vittime si riuniscono regolarmente nel " locale di accoglienza e di svago " del CCEM. Qui i volontari hanno messo a disposizione le loro competenze per offrire alle giovani donne un insieme di attività e di divertimenti. In particolare sono organizzati dei corsi di pittura e di danza che permettono alle vittime di ritrovarsi insieme, di distrarsi e di coltivare le loro doti artistiche.

 


Contact: Victims of trafficking - c/o CCEM - 31, rue des Lilas - 75019 Paris - France
Teléphone: à venir - Fax. 01 55 35 36 56
Email: info@victims-of-trafficking.org

 

 

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