Il fenomeno della tratta di esseri umani

 

I motivi della partenza

Nessuno lascia il proprio paese d’origine senza un motivo particolare.

Alcuni elementi come la povertà, la disoccupazione o la guerra, spingono la gente a partire. Altri, quali la ricchezza, la democrazia o le migliori opportunità di lavoro, attirano in Occidente queste stesse persone.

Il reclutamento

Le vittime della tratta di esseri umani non sono sistematicamente le persone maggiormente vulnerabili. Spesso sono i giovani senza prospettive nei loro paesi d’origine a cercare un impiego altrove. Sono attirati da false promesse di un lavoro serio e ben remunerato all’estero. In molti casi, essi non conoscono la vera natura della loro futura occupazione, nè le condizioni di vita e di lavoro che verrannno loro imposte.

In altri casi, giovani donne dell’Europa Centro-Orientale si trasferiscono all’estero insieme al loro “fidanzato”. Si tratta generalmente di un ragazzo conosciuto per caso in un bar o in una discoteca che promette loro una vita migliore in un altro paese. Ma una volta giunti a destinazione, il “fidanzato in questione obbliga la ragazza a prostituirsi.

In certi paesi, le agenzie di reclutamento svolgono un ruolo non indifferente nella tratta di esseri umani. Queste agenzie, infatti, propongono un lavoro all’estero e l’assistenza per il viaggio. Ma spesso gli impieghi proposti nascondono realtà ben diverse.

Il metodo più drastico di reclutamento delle vittime della tratta è il sequestro. ‘E il caso di molte minorenni originarie dei Paesi dell’Europa Centrale e Orientale che sono sequestrate, portate di forza in un altro paese e costrette a prostituirsi o di certi bambini che si ritrovano a mendicare agli incroci delle grandi città europee.

I documenti

Le vittime della tratta di esseri umani hanno bisogno di passaporti, visti di ingresso e permessi di soggiorno.

I trafficanti cercano di ottenere per loro dei documenti, attraverso per esempio delle false procedure di richieste d’asilo o attraverso falsi matrimoni.

Tuttavia, le vittime restano spesso in situazione irregolare, cosa che le rende maggiormente vunerabili.

Le condizioni di trasporto

Le condizioni di trasporto dei migranti dipende in buona parte dai documenti di cui dispongono.

Se sono titolari di un passaporto e di un visto di ingresso, viaggiano con i normali mezzi di trasporto: aerei o treni...

Nel caso in cui non siano in possesso di documenti, devono evitare i controlli alle frontiere. Quindi i migranti, assistiti dalle organizzazioni criminali viaggiano nascosti all’interno di gommoni o di containers in condizioni precarie e pericolose. A volte oltrepassano i confini a piedi attraverso i valichi di montagna o i fiumi.

Le organizzazioni criminali

Si possono distinguere due particolari tipi di organizzazioni.

Le organizzazioni mafiose cinesi o nigeriane sono caratterizzate da una struttura tradizionale e fortemente gerarchica.

La stessa organizzazione controlla tutte le tappe del viaggio, dal paese d’origine a quelli di transito fino al paese di destinazione.

Per pagare il viaggio, i migranti/vittime contraggono un debito. Arrivati a destinazione, essi devono lavorare per l’organizzazione criminale, finché non abbiano estinto il debito.

A volte, i migranti o le loro famiglie anticipano tutto o una parte del costo del viaggio. Nel caso in cui non riescano a completare il pagamento, essi sono abbandonati in qualunque posto si trovino senz’altra assistenza.

Le organizzazioni mafiose dei Paesi dell’Europa Centrale e Orientale si compongono di piccoli gruppi criminali indipendenti che lavorano in rete. Tali gruppi comprendono le persone incaricate del reclutamento nei paesi d’origine, coloro che forniscono i documenti falsi, i trafficanti nei paesi di origine, di transito e di destinazione e coloro che assicurano una prima accoglienza nei paesi di transito e di destinazione.

Le forme di sfruttamento nei paesi di destinazione

Una volta giunti nei paesi di destinazione, la maggior parte dei migranti/vittime sono sprovvisti di documenti di identità, di risorse finanziarie e di punti di riferimento. Non conoscono il paese in cui si trovano, nè la lingua. Sono vulnerabili e dipendono totalmente dai loro trafficanti. Sono vittime di ogni tipo di violenza o abuso. Sono spesso sequestrati e sempre controllati, perchè non possano chiedere aiuto. Nella maggior parte dei casi, devono rimborsare il debito contratto per pagare il viaggio.

Le condizioni di vita e i sistemi di asservimento sono simili, ma le forme di sfruttamento cambiano.

Sfruttamento sessuale

La prostituzione è la forma più conosciuta di sfruttamento legato alla tratta.

Generalmente le vittime sono costrette a prostituirsi e a versare tutti i loro guadagni a coloro che le sfruttano. Tuttavia, questa pratica assume caratteri diversi a seconda delle origini delle vittime e dei trafficanti.

I criminali originari dell’europa Centro-Orientale obbligano le loro vittime a prostituirsi attraverso l’uso della forza o delle minacce. Le giovani donne sono costantemente controllate e quando non lavorano sono rinchiuse in casa.

Invece le giovani donne africane, in particolare nigeriane, non subiscono mai un così stretto controllo dalle loro “madame”. Prima di partire per l’Europa, infatti, siglano un accordo con le “madame”. Riti voodoo accompagnano tale accordo. Le giovani donne temono le conseguenze negative di questi riti su di loro e sulle loro famiglie e rispettano l’accordo.

Le vittime sono costrette a prostituirsi per strada, nelle vetrine, nei bar, nei saloni di massaggi, in case private... meno il luogo di prostituzione è visibile, più queste giovani donne sono vittime di abusi e violenze.

Sfruttamento economico

Schiavitù domestica

La schiavitù domestica rappresenta una forma nascosta di asservimento.

Un importante numero di donne, uomini e bambini lavora come collaboratori domestici al domicilio di famiglie. Le loro condizioni di vita e di lavoro sono contrarie alla dignità umana. Lavorano anche 18 ore al giorno, senza riposo, nè remunerazione. Si ritrovano senza documenti di identità, confiscati da coloro che li sfruttano, sono sequestrati e subiscono ogni tipo di abuso e di violenza.

Le vittime sono reclutate nei loro paesi di origine direttamente dai loro futuri datori di lavoro. Questi promettono loro un impiego ben pagato o, per i minori, l’opportunità di una scolarizzazione in Europa.

Altre sono reclutate tramite agenzie. Si tratta soprattutto delle collaboratrici domestiche impiegate nelle abitazioni private del personale diplomatico. In questi casi, i datori di lavoro sono protetti dall’immunità diplomatica e il ricorso alla Giustizia risulta diffice, se non impossibile.

Atelier di confezioni o servizi di ristorazione

Donne e uomini lavorano negli atelier di confezioni o nei ristoranti, nelle panetterie o nei bar, in condizioni precarie e contrarie alla dignità umana. Attraverso il loro lavoro, devono rimborsare il debito contratto per effettuare il viaggio in Europa. Nessun contratto regola il rimborso e l’ammontare del debito e queste persone sono sistematicamente vittime di abusi.

Sport

La tratta di esseri umani nel mondo sportivo, in paricolare nel calcio, non è un fenomeno raro.

Giovani originari dell’Africa, dell’America Latina o dell’Europa dell’Est sono reclutati da agenti sportivi. Passano dei test presso le società sportive più o meno importanti. Questi test dovrebbero limitarsi a qualche partita giocata come riserva della squadra. Ma possono durare settimane o mesi. In questo periodo di prova, i giocatori non sono pagati e vivono in condizioni indegne.


-- Contatto: Victims of trafficking - c/o CCEM - 31, rue des Lilas - 75019 Paris - France --
Tel. 00 33 (0)1 44 52 88 90 -- Fax. 00 33 (0)1 44 52 89 09
Email: info@victims-of-trafficking.org


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